Il comune di Busseto si trova nella bassa pianura parmense. Il suo nome deriva secondo alcuni dal fitotoponimo buxus, bosco di bossi, secondo altri da busetum, recinto per i buoi. La cittadina, ricca di storia e di tradizioni, fu sede della signoria dei Pallavicino che ne fecero la capitale del loro stato. Nel 1533 Busseto venne elevata al rango di città dall’imperatore Carlo V d’Asburgo. I Pallavicino furono qui presenti per cinque secoli fino al 1587, quando la sottomissione ai Farnese pose fine al loro dominio. In quel periodo Busseto visse anni di intensa vita culturale e civile. Nella città erano presenti i Gesuiti e si trovavano un Collegio Notarile, un Monte di Pietà, un Ginnasio e una Cappella Musicale con una Scuola di musica. Nella seconda metà del XIX secolo Busseto assunse l’attuale assetto urbanistico, con opere che diedero al centro storico l’aspetto odierno. L’architetto Pier Luigi Montacchini ricostruì quasi interamente la Rocca in stile neogotico. All’interno trovarono posto il teatro dedicato a Giuseppe Verdi e la sede municipale. Per gli storici e gli appassionati di musica è importante una visita a Casa Barezzi. Fu Antonio Barezzi, di professione droghiere ma grande melomane, a scoprire il genio precoce di Giuseppe Verdi e a fargli tenere, nel 1830, la prima esecuzione pubblica nella sua casa, sede anche della filarmonica bussetana. Busseto è oggi considerata tradizionalmente la patria di Giuseppe Verdi, anche se è noto che il "cigno di Busseto" nacque nella piccola frazione Roncole. E’ qui, dalla casa natale di Verdi, che inizia l’itinerario turistico dei luoghi verdiani. Qui si trova anche la mostra permanente dedicata allo scrittore Giovannino Guareschi, dalla cui penna scaturirono i personaggi di Don Camillo e Peppone. Guareschi visse a Roncole dal 1952 al 1968. A Sant’Agata, a tre chilometri da Busseto, di notevole importanza è anche la villa Verdi, l’abitazione della maturità del maestro dove sono conservati intatti gli arredi e i cimeli.